Brancaccio inizia a dipingere nel secondo dopoguerra prendendo le distanze – come molti artisti in quegli anni - dal gruppo dei novecentisti italiani che si erano proposti, attorno agli anni trenta, il recupero della tradizione.
Dipinge mettendo l’accento su quella vita delle forme estesa, oltre il Fronte Nuovo delle Arti, a una sorta di figurazione il cui impianto formale e cromatico risentiva echi post cubisti.
Esperienze fondamentali per la sua pittura furono i primi anni di apprendistato a Como e la conoscenza
dell’ambiente artistico cittadino, ma anche l’incontro alcuni anni più tardi a Capri di Carrà, Prampolini, Gentilini e Saetti. Infine importanti furono i viaggi a Parigi e in Olanda, dove ebbe modo di conoscere il gruppo COBRA.
Recentemente il percorso artistico di Brancaccio è stato coinvolto dal segno, dalla sua connotazione incisoria in rapporto al disegno e all’azione di uno strumento adatto a segnare, graffiandola o intagliandola, un’altra superficie, più dura del tessuto teso, quasi sempre metallica. Nel 2004 si è tenuta la sua prima la sua prima mostra di arte grafica presso l’Atelier Lacourière Frélaut di Montmartre.
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