 |
|
La rassegna si presenta come un percorso sul fantastico kleiano diviso in capitoli, nei quali alcuni aspetti fondamentali del suo pensiero e della sua prassi artistica, quali ad esempio il rapporto con la musica e la letteratura, oppure l’approccio all’arte infantile o primitiva, sono esaminati in chiave di raffronto iconografico con l’arte di grandi protagonisti dell’arte del fantastico, come Goya o Piranesi, oppure con immagini tradizionali del filone fantastico, come il Totentanz.
Saranno esposte più di cento opere di Klee, provenienti da prestatori pubblici e privati, accompagnate da 50 opere di Francisco Goya, Giambattista Piranesi, Honoré Daumier, James Ensor, Alfred Kubin, Max Klinger, Ernst Kreidolf in gran parte provenienti dalla collezione della Fondazione Antonio Mazzotta.
La collezione della Fondazione Mazzotta possiede in effetti una forte vocazione per l’arte fantastica, riunendo al suo interno l’intera opera grafica di Klinger, Goya, Piranesi, alcune serie di Daumier, Chagall, e più di 40 fogli di Kubin, solo per restare in ambito moderno. Quasi tutti questi artisti sono stati messi in relazione diretta con l’arte di Klee, che a sua volta ha elaborato e teorizzato il proprio mondo figurativo come una sorta di inframondo o “regno intermedio” (Zwischenreich) distaccato da quello reale. “Il mio ardore rassomiglia più a quello dei morti o dei non nati”, scriverà l’artista nei Diari. |
|
|

|
 |