L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Antonio Mazzotta, è curata da Gianfranco Bruno e raccoglie 70 opere di un protagonista dell’arte italiana del secondo Novecento, che testimoniano la costante vitalità che ha sempre accompagnato la sua vicenda artistica.
Le radici di Longaretti sono da cercare in quel crogiolo internazionale rappresentato, tra l’altro, dalla Parigi degli anni di Cézanne, Modigliani e dei pittori russi, mentre con Chagall, Longaretti ha condiviso la stessa percezione del magico e del fantastico, scardinando i parametri di spazio e di tempo in nome dell’immaginazione.
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