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Il “newyorkese dell’East Side” Sam Shaw diventa famoso come fotografo con lo straordinario ritratto di Marlon Brando in maglietta del film Un tram chiamato desiderio (1951), certamente una delle immagini più famose, non solo dell’attore, ma del cinema stesso. L’anno seguente incontra Marilyn e come fotografo di scena di Billy Wilder le resterà legato fino alla tragica fine dell’attrice. Marlon Brando e Marilyn Monroe sono quindi i nomi più ricorrenti della fotografia di Shaw, che ritrae i due divi sia sui set dei loro film (come Quando la moglie è in vacanza o Viva Zapata), sia in momenti più intimi e familiari.
Su Tazio Secchiaroli, uno dei più famosi fotografi italiani, cantore, ma forse co-inventore della “dolce vita” c’è poco da dire di nuovo. Le sue fotografie di Mastroianni e della Loren ricreano lo sfondo di quegli anni, e fanno comprendere la dimensione internazionale non solo delle due stars, ma anche del cinema italiano e dell’Italia cinematografica del periodo.
La terza protagonista della mostra, Chiara Samugheo, è forse il nome meno noto al pubblico. Ma oltre ad essere stata una presenza importante della pubblicistica italiana sul mondo dei vip, il suo stile fotografico, unico e dirompente per l’epoca, ha lasciato un’impronta duratura della società dello spettacolo. Giocando sull’essenzialità delle linee, su contrasti cromatici forti, su sontuose acconciature, la Samugheo innova in modo eclatante il ritratto di studio, che diventerà un modello per la successiva fotografia di moda e cinema degli anni ’80.

FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA

 

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