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Il Comune di Varese, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e con la Regione Lombardia, con il contributo della Fondazione Banca Popolare di Bergamo, presenta a settembre una grande mostra curata da Francesco Rossi e Giovanni Valagussa, dedicata a “Fra’ Galgario la ritrattistica della realtà nel ‘700”, con opere provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo e dalla Collezione Koelliker di Milano.
Da due grandissime collezioni, famose in tutto il mondo, una pubblica e una privata, nasce quindi questa mostra che raccoglie 67 dipinti di straordinaria importanza, realizzati da Fra’ Galgario ma anche da artisti con cui egli intrattenne a Bergamo rapporti sia di apprendistato che di lavoro.
Quasi dimenticato, e certo frainteso, per circa due secoli dalla morte avvenuta a Bergamo nel 1743 (dove era nato) all’età di 88 anni – Vittore Ghislandi detto il Frate di Galgario, recuperò il suo ruolo primario nell’arte italiana del Settecento nel 1952, in occasione della memorabile Mostra milanese dei “Pittori della Realtà”. In essa, Roberto Longhi assegnava al frate bergamasco la condizione di terminale cronologico di una successione di artisti lombardi il cui capofila era stato Vincenzo Foppa, quasi tre secoli avanti. A distanza di cinquant’anni ormai, e vistane la riedizione curata ora da Mina Gregori (2004), non si può che apprezzare la genialità della intuizione critica del Longhi, che va molto al di là della sua sostanziale infondatezza a livello storico.

Percorso mostra
La mostra è divisa in tre sezioni principali. Le prime due, curate da Francesco Rossi, sono dedicate al frate Bergamasco. La prima presenta un excursus nella sua intera opera (1690-1710: tra Venezia e Bergamo; 1710-1730: ritrattista a Bergamo; Apertura su Milano; 1730-1740: dipingere “con le dita”), mentre la seconda è suddivisa in aree tematiche (I Temi del ritratto: l’artista; L’ecclesiastico; Il giovenetto)
La terza parte (denominata: Fra’ Galgario e la ritrattistica a Bergamo nel ‘700) è curata da Giovanni Valagussa e presenta opere di artisti discepoli o collaboratori di Ghislandi (Paolo Maria Bonomino, Pietro Gauldo, Bartolomeo Nazzari, Gian Battista Cesareni, Antonio Cifrondi, Cesare Femi, Andrea Torresani).
Grazie ai prestiti concessi dalla Accademia Carrara, la mostra offrirà ai visitatori alcuni ritratti particolarmente significativi, quali quelli di Gerolamo Secco Suardo, Elisabetta Piovano Ghiotti, Francesca Maria Bruntino, Beltrame Daina Valsecchi. Dalla Collezione Koelliker, tra le più ampie raccolte private al mondo, si potranno invece ammirare Ritratto di gentiluomo, Ritratto di Prelato, Ritratto di Fanciullo con bolle di sapone.

Il catalogo edito da Mazzotta riproduce a colori tutte le opere in mostra. Contiene testi critici dei curatori e le presentazione del sindaco di Varese Attilio Fontana e del presindente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo Emilio Zanetti.

Uffici stampa
- Ufficio Stampa - Comune di Varese, Maria Elena Catelli, Tel. 0332-255421
elena.catelli@comune.varese.it; ufficiostampa@comune.varese.it
- Museo Castello di Masnago: Cristina Pesaro Tel. 0332-255476
cristina.pesaro@comune.varese.it
- Ufficio Stampa Fondazione Antonio Mazzotta, tel. 02.878380
ufficiostampa@mazzotta.it, www.mazzotta.it

 


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