mazzotta
 

Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 1985), nato da una famiglia di religione ebraica lituana di stretta osservanza, matura la sua prima formazione artistica San Pietroburgo: insoddisfatto dal clima culturale russo e affascinato dall’arte occidentale di Cézanne e Matisse, nel 1910 decide di trasferirsi a Parigi. In Francia, dove entra in contatto con artisti e uomini di cultura, vive una stagione felicissima, nella quale nascono i suoi primi capolavori: solo parzialmente influenzati dal cubismo, in quegli anni movimento dominante nell’arte parigina, essi rivelano già quell’interesse totalizzante per il lato invisibile, spirituale e illogico della realtà che sarà la cifra stilistica costante della sua intera produzione. Tornato in Russia, dopo la Rivoluzione d’ottobre Chagall apre una scuola d’arte a Vitebsk, presto abbandonata per trasferirsi a Mosca: nella capitale realizza la decorazione del Teatro Ebraico (1919–20), impresa che è considerata tra i suoi maggiori capolavori. Nel 1922, grazie all’aiuto dell’ambasciatore lituano a Mosca, riesce a lasciare la Russia per trasferirsi prima a Berlino, poi a Parigi. La capitale francese è la città nella quale sceglie di stabilirsi, e in Francia rimarrà, salvo una parentesi americana, fino al termine della sua vita.
Tra il 1925 e il 1932 Chagall si dedica particolarmente al lavoro su carta: realizza tempere, acquarelli e soprattutto incisioni destinate a culminare nel celebre ciclo di illustrazioni per la Bibbia. Nel corso degli anni Trenta ottiene i più prestigiosi riconoscimenti europei, mentre a partire dal 1941 (l’anno nel quale, costretto dalla guerra, l’artista abbandona Parigi per emigrare negli Stati Uniti) anche i musei e l’opinione pubblica d’oltreoceano cominciano a tributargli enormi onori. Al termine della guerra Chagall torna stabilmente in Francia, a Vence, dove vive anni particolarmente fecondi, durante i quali si dedica anche alla ceramica e alla scultura.
La sua opera, intrisa di uno spiritualismo che rivela una matrice insieme russa ed ebraica, costituisce l’espressione visiva di un ricchissimo mondo interiore: un fantasmagorico universo di emozioni, un caleidoscopio d’immagini reali e fantastiche, talvolta velato da un lirismo nostalgico, che sembra nascere quasi spontaneamente dal pennello. Il suo linguaggio atemporale, eterno come l’animo dell’uomo e la poesia dello spirito, riesce più di ogni altro a raccontare i sogni e a dare un volto alle speranze.


FONDAZIONE ANTONIO MAZZOTTA

 

LA FONDAZIONE
LA STORIA
LA COLLEZIONE
PREMI E RICONOSCIMENTI
LE COLLABORAZIONI
LE ATTIVITA' DIDATTICHE
LE ATTIVITA' DIDATTICHE
LA SEDE
CONTATTI
MOSTRE ITINERANTI DELLA COLLEZIONE
MOSTRE ITINERANTI DELLA COLLEZIONE
20 ANNI DI GRANDI MOSTRE
LA MOSTRA IN SEDE
COLLABORAZIONI ESTERNE
LE MOSTRE IN CORSO
bookshop
 
ISCRIVITI - dove siamo - CONTATTACI english