Ogni
quadro è accompagnato da una storia, o una dedica, che il
visitatore può leggere in mostra o sul catalogo edito Mazzotta,
per comprendere meglio il legame tra Toscanini e l'opera o l'artista
che lha realizzata.
La mostra presenta quindi 54 opere (tra dipinti, sculture, ceramiche, vetri, incisioni e disegni) realizzate tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento italiano in gran parte appartenenti a Walfredo Toscanini, figlio di Walter, provenienti da New York, dove vive attualmente. Per la prima volta il nipote ha deciso di presentare queste opere in una mostra in Italia in occasione del cinquantesimo anniversario.
Le opere di Vittore Grubicy De Dragon (Milano 1851-1920) invece sono di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno che recentemente le ha acquistate dagli eredi Toscanini con l'intento di ricomporre il nucleo fondamentale di opere provenienti dall'eredità del grande critico e mercante di cui Toscanini e Benvenuto Benvenuti (pittore livornese divisionista discepolo di Grubicy) furono gli esecutori testamentari. La Fondazione infatti possiede anche il corpus di opere di Grubicy possedute da Benvenuti donate a questa istituzione dal figlio Ettore.
La rassegna ha avuto come prestigiosa première l'Avery Fisher
Hall di New York, sede della Philarmonic Opera, per iniziativa del
Ministero degli Affari Esteri; a settembre verrà trasferita
dopo la tappa Parma a Livorno grazie al contributo della Fondazione
Cassa di Risparmi di Livorno e la collaborazione della Fondazione
Teatro Goldoni che la ospita.
Il catalogo, contiene saggi di Harvey Sachs (biografo di Toscanini),
di Renato Miracco (curatore del progetto), di Walfredo Toscanini
(che ha scritto una breve memoria sul nonno) e di Paola Pettenella
e Francesca Velardita del Mart (cha hanno scritto sui ritrovamenti
e sulla corrispondenza tra Toscanini e Grubicy). All'interno del
catalogo sono riprodotti i documenti e le lettere messi a disposizione
dalla Casa Ricordi e da Walfredo Toscanini, oltre alle lettere rintracciate
all'interno dell'Archivio Grubicy, ora di proprietà del Mart.
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